" portatemi ad Aggius: e fatemi una capanna in un bosco di sòveri là sul Tummeu Sotza, ch'io veda il golfo e tutto il lido insino alla Maddalena, ch'io
sia svegliato ogni alba dal Gallo di Gallura."
Gabriele D'Annunzio
Aggius e la sua storia
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Aggius
Aggius è uno dei centri più antichi della Gallura, a 500 mt sul livello del mare. Ha davanti il poderoso massiccio del Limbara e, alle spalle, un'articolata corona di monti che lo rende caratteristico e gli conferisce un panorama unico. Ammassi granitici e colline tondeggianti conferiscono i tratti dominanti al paesaggio del suo territorio. L'originaria Piana dei Grandi Sassi, diventata in era turistica Valle della Luna. Altra caratteristica del paesaggio aggese è la presenza degli "Stazzi". Sono questi caratteristici casolari di campagna con annessi stalle e ovili.
 
L'economia
L'economia di Aggius poggia sul settore agricolo-pastorale, sull'artigianato industriale, sui servizi, sul terziario e sull'artigianato. Un buon numero di donne trova occupazione nella tessitura artigianale dei tappeti.
Una mostra permanente nel Padiglione dell'ISOLA e nel MUSEO ETNOGRAFICO, oltre a quelle private, nei singoli laboratori, e un'annuale durante l'estate organizzata dalla PRO-LOCO permettono di venderne.
Cultura e trazizioni
Con profonde radici nel passato, Aggius conserva un vasto patrimonio di tradizioni e cultura popolare: leggende, proverbi, aneddoti, fiabe. La festa Patronale in onore di Nostra Signora del Rosario e di Santa Vittoria, ai primi di ottobre, ha ancora un'appendice tutta profana nella cosiddetta "Festa di li agghjani" ovvero dei giovani, degli scapoli. Le processioni e i riti della Settimana Santa sono accompagnati dal canto salmodiante delle Confraternite del Rosario e di Santa Croce e dei Cori tradizionali più bravi del momento. Ad ogni tipo di Rito il suo canto: arioso e solare quello dellaDomenica delle Palme e dll'incopntro fra il Cristo Risorto e la Madrea Maria, cupo e struggente quello del Miserere e dello Stabat Mater nelle processioni notturne per la visita dei Sepolcri.

Il Ballo

Ma dove la tradizione si mantiene viva è nel Ballo e nel Canto: Il primo - a cerchio o a coppie - prima dell'avvento dell'organetto era animato da diversi cori che si alternavano e animavano la danza o nelle sale o in occasione di matrimoni o durante le feste sui sagrati delle chiese.


Il Canto
Il canto è sempre stato un momento centrale del vivere civile religioso di una comunità legata al mondo agropastorale. Il più praticato è stato sempre il canto corale, affidato all'accordo di cinque voci, fuse tra loro. La sua origine è prevalentemente religiosa: sui toni dello Stabat Mater del Tibi, del Miserere ed altri canti della Settimana Santa e della liturgia della Chiesa Cattilica si sono innestati temi di contenuto profano, versi inneggianti alla bellezza e alle virtù della donna amata, opera di poeti e rimatori locali. Di origine sicuramente profana sono invece La Brunedda, il più famoso del canto aggese, e le Disispirati, sorta di serenate in onore dell'amata, dallo spagnolo despertar=svegliare.
La Parlata
Il dialetto di Aggius è il gallurese, parlata di derivazione Còrsa affermatasi verosimilmente fra il 1550 e il 1600 quasi nell'intero territorio del Nord Sardegna rivolto verso la Corsica, con la specificità di un eloquio più spedito e vibrato, di alcune forme lessicali e con particolare uso fonetico della Z al posto della C palatale.

CORO DI AGGIUS "GALLETTO DI GALLURA"
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