" portatemi ad Aggius: e fatemi una capanna in un bosco di sòveri là sul Tummeu Sotza, ch'io veda il golfo e tutto il lido insino alla Maddalena, ch'io
sia svegliato ogni alba dal Gallo di Gallura."
Gabriele D'Annunzio
PRODUZIONE DISCOGRAFICA
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CD: CORO DI AGGIUS “GALLETTO DI GALLURA”

Questo ns. ultimo lavoro, è un concentrato di tradizione corale, musica, poesia e alta espressione tramandata secolarmente da generazioni di Aggesi, a noi pervenute e che a ns. volta vogliamo trasmettere alle future genti.

Abbiamo effettuato questa registrazione presso, il deposito nella zona artigianale di Aggius, messo a disposizione da Nicola Lepori, che ovviamente ringraziamo per la sua disponibilità e pazienza, con due tecnici, Paolo Zannin e Massimo Cossu, che avendo poco sentito le ns. arcaiche melodie, hanno dovuto provare l’adattamento delle ns. voci con i moderni mezzi multimediali di incisione digitale.

Il primo problema è stato la serata dopolavoro, che alquanto fresca e umida di maggio, a arrecato non poche raucedini alle ns. ugole non professionali e abituate a cantare intorno ad una tavola imbandita e a qualche fiasco di vino, piuttosto che a complicate apparecchiature e microfoni altamente sofisticati.

Abbiamo comunque effettuato una prima prova per vedere l’effetto delle voci e della improvvisata sala di registrazione, che abbiamo ripetuto in una sera più conforme alla buona stagione e dopo aver migliorato la ns. abitudine ai citati marchingegni elettronici.

Sentendo le duplicazioni, riscontravamo qualche problema negli attacchi e nelle finali, non avendo nessun direttore all’interno del ns. coro, qualche dimenticanza dei testi eseguiti a memoria e che al momento dell’esecuzione, soprattutto per emozione sono stati sbagliati.

I tecnici hanno detto che molti errori potevano essere corretti, e che la moderna tecnologia a disposizione avrebbe fatto miracoli, ma la ns. preoccupazione era che il lavoro finito avrebbe presentato una tale perfezione che senza dubbio veniva a travisare l’antica coralità.

La ns. decisione finale è stata quella di registrare tutti i brani di seguito come fossimo alle ns. regolari prove e tranne qualche ripetizione, abbiamo approvato questo lavoro seppur con i suoi errori e con alcune sbavature, ma quello che presentiamo è il ns. coro con i suoi difetti e con i suoi limiti ma dopo aver sentito le registrazioni dei ns. predecessori, senz’altro una delle migliori coralità di voci, a conferma di questo, il falsetto si sente senza che nessuno lo canti nella maggior parte dei passaggi nei brani eseguiti.

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PREFAZIONE AL CD
Antico quanto l’alba” ebbe a definire il canto tradizionale di Aggius Gabriele D’Annunzio allorchè un gruppo di cantori, nel 1927, lasciò il piccolo centro della Gallura per una tournée nella Penisola facendo tappa anche al Vittoriale, mitica villa del Vate sul lago di Garda. Fra quei cantori, tutti settuagenari, il venticinquenne Salvatore-“ Balori” Stangoni, al quale, per le doti canore e la voce squillante, il D’Annunzio attribuì l’appellativo di “Galletto di Gallura” che lo accompagnò per una lunga vita di genuino interprete del canto Aggese . Quel nome, decenni addietro, fu assunto dal coro dei giovani cantori che ebbero il “Galletto di Gallura” come loro maestro. E che eseguono i brani di questo CD.
Il canto, assieme alle danze, ha rappresentato un momento centrale della convivenza di una comunità legata all’antico mondo agro-pastorale quale quella di Aggius, paese fra i più tipici della Gallura. Il canto ha scandito ogni manifestazione e ricorrenza, civile o religiosa, d’ambito comunitario o familiare. Esso era pratica e divertimento per tutti, uomini e donne, escluse dal solo canto corale in chiesa. Fra tutti emergevano quanti erano dotati di certe qualità canore e vocali. Erano allora questi a cantare gli Uffizi della Settimana Santa e della Pasqua, le novene del Santo Patrono e i riti funebri. e a intonare il canto che animava il ballo tondo nelle feste, specie al cospetto di ospiti illustri.. Infine a rappresentare il paese in qualche uscita o manifestazione importante. Dire dell’origine di questa tradizione significa riandare ai riti pagani legati alla terra ed ai suoi ritmi di fecondazione, produzione e raccolto che poi il cristianesimo ha assorbito e fatto propri.. L’influenza della liturgia della chiesa, passata attraverso la costituzione delle Confraternite e la larga partecipazione alle stesse, è stata comunque determinante. Il tipo di canto appare prevalentemente “colto”, di stretta derivazione ecclesiale. Su motivi di canti religiosi- dal Miserere ai riti della Settimana Santa, dallo Stabat Mater al Regina Coeli- si sono poi innestati testi di contenuto profano. Un substrato di canto profano persiste in quello che anima il ballo tondo, assimilabile per certi versi ai canti primordiali della Sardegna eseguiti a “tenores”. Della secolare tradizione del canto aggese il coro “Galletto di Gallura” si pone come genuino interprete e fedele continuatore.
AGGIUS, maggio 2005 TONIO BIOSA

LU PALTI' NO M'APPENA

Lu paltì no m'appena
Da li me' lochi e da l'amichi cari,
Cu aria sirena
Anzi palchissu passaria mari

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Brani con testi profani e sacri
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La Tasgja
(tradizionale)
Tantu tempu dunosa
(tradizionale)
Lu palti no' m'appena
(tradizionale)
La Filugnana
(tradizionale)
Miserere solenne
(tradizionale)
Stabat Mater
(tradizionale)
Regina Coeli
(tradizionale)
La Brunedda
(tradizionale)
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CORO DI AGGIUS "GALLETTO DI GALLURA"
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